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Europei:razzismo inglesi;Bolt,non posso credere che è calcio
Insulti a Rashford, Sancho e Saka. 'Sono cose inaccettabili'

(ANSA) - ROMA, 14 LUG - "Nel calcio a volte vince e altre perdi, e a volte è dura accettarlo. Io ci sono passato con la mia squadra, ma non potrei mai insultare qualcuno o fare riferimenti alla sua razza". Otto volte oro olimpico come sprinter, poi calciatore in Australia nei Central Coast Mariners, Usain Bolt ha seguito "da grande tifoso" gli Europei vinti dall'Italia e ancora non si capacita del comportamento di coloro che, sui social, hanno ricoperto di insulti razzisti i tre calciatori di colore che hanno sbagliato i rigori decisivi (Rashford, Sancho e Saka). "Tutti siamo tristi quando un nostro giocatore sbaglia un rigore - dice ancora Bolt -, ma quando ciò diventa pretesto per episodi di razzismo, allora è un grande problema. Quello che è accaduto è assolutamente ingiusto, e non posso credere che questo sia il cammino che il calcio sta seguendo. Io amo il calcio, seguo quei giocatori ed è davvero dura veder accadere una cosa del genere". "Tu puoi essere arrabbiato con una persona per un suo errore - dice ancora il fenomeno giamaicano -, anche se tutti siamo esseri umani e possiamo sbagliare. Ma se fai riferimento al colore della pelle, allora per ueste cose non deve esserci spazio nel calcio e nella vita in generale". Intanto il murales di Marcus Rashford a Manchester che è stato restaurato dopo che era stato imbrattato è diventato luogo di pellegrinaggio di tifosi che portano cartelli con la scritta "Black Lives Matter" e si inginocchiano. Rashford è molto impegnato in campo sociale e si è battuto a lungo, con varie iniziative a cui preso parte personalmente, affinché le scuole pubbliche continuassero ad offrire alimenti ai giovani bisognosi durante la pandemia. (ANSA).

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