NEW YORK, 12 SET - Ben Shelton ha dedicato la vittoria che lo ha portato in finale agli Us Open alla nonna Regina. "Senza di lei non sarei qui. Questa vittoria è per lei", ha detto il 23enne della Florida che ha battuto il connazionale Frances Tiafoe all'Arthur Ashe.
"È un'emozione enorme. Mio padre e mia madre hanno fatto tanti sacrifici perché io potessi arrivare fin qui oggi. Mio padre ha perso sua madre all'inizio di quest'anno, ed è grazie a lei che lui ha potuto giocare a tennis. Senza di lei, oggi Ben Shelton non sarebbe qui", ha detto lo statunitense nell'intervista dopo-partita.
La nonna di Shelton è morta a marzo a 90 anni. Bryan, il papà e allenatore di Ben, ex tennista professionista, ha spiegato il retroscena andando indietro all'Alabama degli anni Ottanta: "Mia madre ha dato ai figli la possibilità di fare ciò che amavano. Io, fin da piccolo, avevo la passione per il tennis e lei mi ha sostenuto. Il problema erano i soldi, e fu lei a trovare il modo di superarlo. Mio padre fece la sua parte, anche se con qualche esitazione perché eravamo una famiglia della fascia medio-bassa e non avevamo i soldi per permettermi di praticare questo sport ad alto livello. Il tennis costa tantissimo. Mia madre fece i sacrifici necessari perché potessi farcela" ha raccontato Bryan Shelton, orgoglioso del risultato raggiunto dal figlio.
Per coincidenza anche l'avversario di Ben in finale è allenato dal padre: Alexander Zverev Sr. ex tennista professionista russo, ha gareggiato per conto dell'Unione Sovietica prima di trasferirsi con la famiglia in Germania nel 1991, l'anno del crollo dell'Urss.
Shelton proverà a diventare il primo americano a vincere gli Us Open dai tempi di Andy Roddick nel 2003, ma ha già interrotto un digiuno ancora più lungo: è il primo afroamericano a raggiungere la finale maschile del torneo dai tempi di Arthur Ashe nel 1972.