Sport News
Ginnastica:Mondiali;Abbadini e il volo dei sogni'finale sbarra la inseguivo da tempo'
L'azzurro: 'adesso voglio giocarmi le mie possibilità'

ROMA, 19 OTT - Ci sono finali che arrivano al primo tentativo e altre che bisogna inseguire, aspettare, costruire un esercizio alla volta. Quella mondiale alla sbarra, per Yumin Abbadini, appartiene decisamente alla seconda categoria. Il ginnasta dell'Aeronautica Militare, cresciuto sotto la guida di Alberto Busnari all'Accademia di via Ovada a Milano, ha finalmente conquistato un posto tra gli otto migliori specialisti del pianeta, qualificandosi con l'ottavo punteggio (14.166) ai Campionati del Mondo di Rotterdam. E non è tutto, perché il venticinquenne azzurro sarà protagonista anche della finale del concorso generale individuale, alla quale accede dalla tredicesima posizione (81.065). Due appuntamenti importanti, due sfide differenti. Da una parte la completezza tecnica di un ginnasta capace di competere sui sei attrezzi, dall'altra la specialità del cuore, quella sulla quale ha deciso di investire maggiormente, aumentando il valore di partenza (5.9) e introducendo un elemento spettacolare e complesso come il Pegan. Il cammino verso questa prima finale mondiale alla sbarra, però, non è stato privo di occasioni mancate. «Sono stato prima riserva ad Anversa, nel 2023, e anche alle Olimpiadi di Parigi. In quelle due occasioni, sinceramente, non me lo aspettavo neanche troppo: già arrivare nono era stato un risultato inaspettato. Però oggi posso dire che mi sarebbe piaciuto molto entrare in finale e il fatto di esserci finalmente riuscito mi dà tanta soddisfazione. Dopo quelle occasioni in cui non ero riuscito a qualificarmi, questa è davvero una bella sensazione». La sbarra è un attrezzo che sembra interpretare perfettamente le caratteristiche di Abbadini: dinamismo, coraggio, sensibilità tecnica e capacità di orientamento nello spazio. Ma soprattutto è una specialità sulla quale Yumin intravede ancora margini importanti. «Probabilmente è l'attrezzo che mi piace di più, anche perché so di poter fare ancora meglio. Credo di poter arrivare a proporre un esercizio con una difficoltà superiore e quindi di avere la possibilità di incrementare ulteriormente il mio livello. Mi piacerebbe puntare tanto sulla sbarra, pur continuando naturalmente a lavorare sul concorso generale. Anche al cavallo con maniglie, per esempio, ho un buon esercizio, anche se non ancora al livello di quello della sbarra». Quando si parla dei suoi riferimenti, lo sguardo si allarga ai grandi interpreti internazionali della specialità, di ieri e di oggi. «Ce ne sono tantissimi. In questo momento considero il giapponese Maeda Fusuke uno dei più forti, anche se purtroppo ha commesso un errore in qualifica. Poi c'è Tang Chia-Hung di Taipei, secondo provvisorio con 14.566 e sicuramente uno dei migliori, e il colombiano Angel Barajas. Sono due ginnasti di grandissimo livello, che ritroverò in finale insieme ai giapponesi Shohei Kawakami e Shinnosuke Oka, l'australiano Jesse Moore, il russo Sergei Naidin e il colombiano Camilo Vera. Non vedo l'ora di confrontarmi con loro». Tra i modelli del passato affiora anche quello di Igor Cassina, campione olimpico ad Atene 2004, una figura che Abbadini ha avuto l'opportunità di incontrare quando era ancora giovanissimo. «Sì, ero molto piccolo, ma ho avuto occasione di conoscerlo. Intorno al 2010 avevo iniziato ad andare ad allenarmi a Milano qualche giorno alla settimana e frequentavo Meda. Lì ogni tanto vedevo Igor. Sicuramente è stato una fonte di ispirazione».

altre news
PRECEDENTE
4 ore fa
A segno Kouadio, due volte Varela e Robinson
SUCCESSIVA
5 ore fa
Il toscano: "Non è mai facile giocare contro un amico, ma sono felice"