
ROMA, 05 NOV - "Ho portato la candidatura perché mi sembrava doveroso dopo essere stato eletto il 22 giugno con una maggioranza importante e le tante vicende che sono successe tra pantouflage, tesseramento e dopo aver difeso l'autonomia del calcio. Galliani? Non posso che rispettarlo e stimarlo, quello che ci differenzia non è un tema anagrafico, non mi sentirete mai spendere parole non positive su di lui. Sicuramente è molto focalizzato sul mondo del calcio, io cerco di portare innovazioni e coraggio che vengono anche da altri mondi all'interno del calcio che penso di conoscere bene". Così Giovanni Malagò, commissario Figc e candidato alla presidenza della Federcalcio, sul palco di "Nexus - Visioni e strategie di sviluppo del territorio" a Latina.
In merito al commissariamento della Figc, Malagò ammette che "se fossimo andati al voto in quella Giunta ne saremmo usciti tutti sconfitti. Quella è stata una soluzione che non so dirvi se la migliore, ma sicuramente la meno peggio". Infine un pensiero anche sulla mancata candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, che "non mi brucia, ma è come se avessi una ferita che si è cicatrizzata. Fu una scelta scellerata che portò a dei disastri a chi l'ha presa in termini politico-elettrorali, però dopo sei mesi ci ritrovammo a occuparci di Milano Cortina. Latina fu fortemente penalizzata da quella decisione. Avremmo vinto e avremmo coinvolto questa zona come abbiamo fatto con tanti territori per Milano", conclude.